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10 Marzo 2020 - CORONAVIRUS | CIRCOLARE PER ATTIVITÀ COMMERCIALI

 

 

Stiamo ricevendo diverse chiamate da parte degli associati preoccupati per l'emergenza Coronavirus che ci hanno chiesto, ad esempio, se è necessario procedere alla chiusura delle attività commerciali quali, ad esempio, negozi aperti al pubblico, bar, ristoranti, ecc. e, nell'ipotesi di chiusura dell'esercizio commerciale, volontaria o imposta, come comportarsi con il personale dipendente. In diversi, inoltre, ci hanno chiesto quali norme osservare per altri tipi di attività non considerate esercizi pubblici quali, ad esempio, studi professionali, agenzie di assicurazioni, ecc.

 

Come comunicato verbalmente o via mail a coloro i quali ci hanno contattato, desideriamo mettere a disposizione di tutti queste informazioni, considerato che in tanti si pongono i quesiti riportati sopra.

 

La circolare che segue era stata predisposta nei giorni scorsi per essere pubblicata questa mattina. Abbiamo provveduto ad aggiornarla alla luce del nuovo DPCM - annunciato ieri sera dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte - che estende a tutto il territorio italiano le disposizioni precedentemente previste per la Lombardia e le altre c.d. "zone rosse" dal DPCM 8 marzo 2020.

 

Il DPCM 8 marzo 2020 dispone misure di prevenzione specifiche e più rigorose di quanto disposto in precedenza. In particolare si far riferimento a norme valide per la c.d. "zona rossa" (art. 1) e per la restante parte del territorio italiano (art. 2). Da oggi le norme previste dall'art. 1 valgono per tutta Italia.

 

In particolare devono essere sospesi congressi e convegni, nonché riunioni e meeting in cui sono coinvolti componenti del personale sanitario o incaricato di servizi pubblici essenziali o, comunque, di pubblica utilità.

 

Viene disposta la sospensione di eventi e spettacoli di qualsiasi natura (anche cinematografici e teatrali) svolti sia in luoghi pubblici che privati.

 

Si deve procedere alla chiusura di pub, scuole di ballo, sale giochi, scommesse e bingo, discoteche e locali assimilati. Anche questi esercizi devono sospendere le proprie attività come anche - secondo quanto riportato alla lettera d - i musei ed i servizi educativi per l'infanzia, considerato che sarebbe davvero difficile, se non impossibile, far rispettare ai bambini le norme di sicurezza previste.

 

Infine, per quanto riguarda le attività di ristorazione e bar, per le quali non è prevista la chiusura bensì un obbligo a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro e, da oggi, di limitare la loro apertura nella fascia oraria che va dalle 6:00 alle 18:00.

 

È prescritto a tutte le altre attività commerciali, diverse da bar e ristoranti, in ottemperanza a quanto riporta la lettera f, di limitare gli ingressi all'interno dei locali in modo tale da garantire il rispetto della distanza di un metro tra i visitatori. Questa norma, in particolare, si applica a tutte le altre attività nonché a studi privati, per le quali è sempre opportuno far rispettare le distanze di sicurezza.

 

Non ci sono, dunque, norme che prevedano allo stato attuale, nel nostro territorio, la chiusura di attività commerciali né tantomeno di bar e ristoranti, se non dalle 18:00 alle 6:00, salvo che nei singoli comuni siano state stabilite norme più restrittive.

 

Siamo consapevoli che si stanno diffondendo delle false notizie in tal senso, in particolar modo a seguito della pubblicazione dell'ordinanza n. 3 dell'8 marzo da parte del Presidente della Regione Calabria. Difatti messaggi in cui il testo dell'ordinanza risulta palesemente ed infondatamente modificato, palesando un inesistente obbligo di chiusura delle attività commerciali, stanno circolando sui principali social diffondendo incertezza e paura tra gli operatori commerciali, stretti tra l'incudine e il martello.

 

Ci teniamo a tranquillizzare tutti poiché il testo dell'Ordinanza del Presidente della Regione Calabria non dispone la chiusura delle attività commerciali.

 

Diversi esercenti, tuttavia, per mera precauzione o per il calo nelle vendite riscontrato in questo periodo, stanno optando per la chiusura volontaria dell'esercizio. Sia che l'attività venga chiusa forzatamente o che si tratti di chiusura volontaria, come comportarsi con il personale dipendente?

 

Ebbene, il richiamato Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo, raccomanda, all'art. 2, lettera s, di favorire la fruizione di periodo di congedo ordinario o di ferie. Allo stato attuale non abbiamo altre informazioni. Alle imprese associate consigliamo di proseguire per questa strada così come tracciata dal DPCM. Sono allo studio possibili aiuti alle imprese, non escluse eventuali misure di Cassa Integrazione che, se promulgate, provvederemo immediatamente a far conoscere a tutti gli associati.

 

In conclusione è, al momento, abbastanza chiaro e privo di incertezze il comportamento da tenere da parte degli operatori economici in questo periodo di emergenza sanitaria. Provvederemo, in ogni caso, a seguire da vicino gli eventi e a tenere informati i nostri associati qualora dovessero esserci ulteriori sviluppi.

 

 

Con l'augurio che si possa tornare il più presto possibile alla normalità restiamo a completa disposizione di tutti, per qualunque dubbio o chiarimento, scriveteci a info@federterziariocosenza.it o telefonate ai nostri uffici 0984 1860645.

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